Tour

2 giorni
Gruppo guidato
Pullman
da definire
In breve:

1° giorno
Agliè
2° giorno
Torre Canavese e Rivarolo

Alla ricerca della… Felicita

Speciale Centenario Guido Gozzano

Quando la vita di città, a Torino, lo soffoca, Guido Gozzano anela alle “care pianure canavesane”, alla pace autunnale di Agliè, la terra mitica dei “patrii lari”, il “caro ritrovo estivo” in cui è bello fare baraonda con gli amici, ma è anche dolce “sfogliare nel libro dei ricordi le impressioni del passato”. Viaggio alla ricerca della gozzaniana dolce serenità canavesana per scoprire il mondo del grande poeta: Agliè, Torre Canavese e Rivarolo.

Descrizione

Quando si parla di Gozzano subito corre alla mente il Canavese e Agliè, luoghi in cui trascorse molto tempo e che videro il nascere di alcuni dei suoi capolavori, tra cui “La Signorina Felicita” dove il poeta fa chiaro cenno al territorio: “Non vero (e bello) come in uno smalto / a zone quadre, apparve il Canavese: / Ivrea turrita, i colli di Montalto, / la Serra dritta, gli alberi, le chiese; / e il mio sogno di pace si protese / da quel rifugio luminoso ed alto”.

Il Canavese viene ripercorso con lo sguardo crepuscolare del poeta, è il suo luogo dell’infanzia, il rifugio solitario della meditazione poetica. E’ quasi sempre colto sul declinare dell’estate, nella pace settembrina. Nei suoi versi il paesaggio, le ville, la campagna, sono assorti nella malinconia dell’autunno. Si parla principalmente del borgo di Agliè (“il dolce paese che non dico”), di Ivrea, di tanti villaggi che punteggiano la piana canavesana e le prime balze dei monti. Ci sono poi i castelli di Agliè, di Montalto, il sontuoso castello di Masino che custodisce le ceneri di Re Arduino.

E’ il Canavese delle ville, come “Il Meleto” di Aglié, residenza di famiglia che servì da ispirazione per la Villa Amarena della poesia più nota, “La Signorina Felicita”, appunto, e che viene anche descritta con veloci tocchi in apertura di un’altra celebre poesia, “L’Amica di Nonna Speranza”.

Il Canavese, Agliè nello specifico, è il luogo in cui il poeta è sepolto, il territorio in cui ha scelto di riposare dopo la sua breve vita interrotta prematuramente a causa della malattia.

E in questi luoghi quindi si deve ricercare Gozzano.

Programma

1° giorno: Partenza – AGLIÈ – “Quel Dolce Paese Che Non Dico”

Più bel piacere davver non c’è
che andare ad Agliè
che andare ad Agliè
(primi versi di un Gozzano fantile)

Incontro con l’accompagnatore a Torino da dove ha inizio il viaggio in pullman e ci dirigiamo verso Agliè per visitare l’incantevole Villa in stile liberty Il Meleto, residenza di campagna e luogo di ispirazione del poeta Guido Gozzano, oggi sede di un museo a lui dedicato. L’edificio centenario dalle “panciute grate secentiste” immortalato sulla copertina della Via del rifugio, si trova a pochi chilometri dall’abitato con il laghetto e l’isoletta descritti in Primavere romantiche.

Dopo la visita proseguimento per il centro di Agliè per visitare la tomba di famiglia all’interno del cimitero alladiese e la Chiesa di San Gaudenzio, contenente le spoglie di Gozzano e dei suoi illustri avi ricordati in lapidi riccamente ornate di sculture alle quali fa contrasto quella semplice di marmo grigio di Guido, sulla quale sono incise in oro le parole dettate dal prof. Calcaterra: « Ha qui pace — Guido Gozzano — che nel suo Canavese — trovò la via del rifugio — e da colloqui con gli uomini — salì purificato a Dio — . Nato e deceduto a Torino, 19-12-1883 – 9-8-1916», e davanti alla quale sta perennemente accesa una lampada votiva.

Pranzo in ristorante, e nel pomeriggio visita allo splendido Castello Ducale, residenza sabauda dal fascino fastoso e fiabesco, davanti al quale nelle sere d’estate Gozzano amava attardarsi a giocare e che poi, appena ventenne, descrisse in una sua poesia ricca di echi dannunziani intitolata “Il castello di Aglié”, in particolare sostando nel Salone da ballo detto di Arduino con riferimento al tema degli affreschi del XVII secolo che raffigurano le gesta di Arduino D’Ivrea, primo re d’Italia.”

Dopo la visita al Castello passeggiata libera per le vie del Borgo alla ricerca dei luoghi gozzaniani, in particolar modo della Cappella di Sant’Anna ed il monumento al grande poeta.

Prima del rientro in hotel degustazione di prodotti tipici alladiesi: Torcetti ed Erbaluce.

Rientro in hotel, cena e pernottamento.

2° giorno: Torre Canavese, Rivarolo e viaggio di rientro

TORRE CANAVESE e la “Vill’Amarena a sommo dell’ascesa”

Sovrastato dalle imponenti costruzioni del centro storico, Torre Canavese si distende sul declivio di un colle, estrema propaggine occidentale dell’anfiteatro morenico di Ivrea.

Il luogo è seducente. Lo testimonia il fatto che le maggiori famiglie del Canavese, dai San Martino agli Antoniono, dagli Stria ai Roddi di Cinzano ai Balbo di Vinadio, se lo contesero per secoli; intanto generazioni di contadini generosi e testardi lo trasformavano in un giardino di vigneti a terrazza, di campi coltivati, di boschi amorevolmente curati.

A rendere il borgo un’opera ancor più preziosa, hanno contribuito quei pittori che, a partire dagli anni 90, sono giunti a Torre da svariate nazioni per rappresentare usi, costumi e tradizioni dei rispettivi popoli. L’espressione artistica delle opere lasciate è un dialogo interculturale che si muove sinuoso per le vie, formando una coloratissima galleria a cielo aperto, uno splendido borgo canavesano, dove le emozioni si susseguono ad ogni passo perché la Collezione Pittori per la Pace rappresenta oggi un unicum nel patrimonio artistico nazionale, una risorsa che merita di essere condivisa in quanto bene collettivo e un omaggio dell’Europa al mondo per diffondere un messaggio di pace e integrazione.

Tra le varie attrattive nascoste tra le strette vie di Torre, non si può non citare la “Viassa Felliniana”, un vero e proprio museo an plein air dedicato al registra italiano Roberto Fellinied alcuni dei suoi film cult. Questa mostra si estende per una lunga via, costellata da tantissime opere, foto e dipinti interamente dedicati al registra ed alle sue opere.

In questo spazio ricco di reperti di epoca romana e di antiche torbiere, mescolati e confusi con il verde del bosco e l’azzurro del cielo, si respira un’atmosfera idilliaca. Il grande poeta crepuscolare canavesano Guido Gozzano, che dalla raccolta bellezza del luogo, trasse ispirazione per le visioni eteree e sfumate dell’abbaino secentesco della signorina Felicita.

Al termine proseguimento per Rivarolo e pranzo in ristorante.

Nel pomeriggio passeggiata per il centro di Rivarolo dove la ricerca della Felicita termina ammirando l’impianto di Casa Pistono, dove visse Beatrice Gozzano, sorellastra del poeta e alle cui tre figlie Guido ha dedicato “La Via del Rifugio” e il complesso di Villa Bulva, quinta scenografica nel contesto del piazzale antistante la stazione ferroviaria, progettata dall’ing. Fausto Gozzano, padre del poeta.

Proseguendo il percorso si visita il Castello Malgrà. Costruito dai Conti San Martino, subì ampliamenti nei sec. XV, XVI e XVIII, diventando dimora signorile con annesso parco; alla fine del XIX sec. venne ristrutturato su progetto degli architetti Alfredo D’Andrade e Carlo Nigra. Attraverso il ponte levatoio si accede all’interno, dove si ammirano la torre merlata e, nel portichetto, affreschi datati 1440.

Al termine partenza per il viaggio di ritorno.

La quota comprende

La quota comprende: trattamento di mezza pensione in buon albergo, pranzi in ristorante, visite guidate, degustazioni varie ed accompagnatore qualificato.
Non comprende: trasporto, bus di proprietà del gruppo, le bevande ai pasti, ingressi a musei, siti religiosi e tutto quanto non previsto alla quota comprende

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